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Tessuti, reti e nastri in fibra di vetro

La fibra di Vetro

Il processo di trasformazione del vetro dallo stato fuso in fibre mediante stiramento era noto almeno 1.500 anni prima di Cristo, molto prima della scoperta della soffiatura del vetro cavo. Tuttavia, soltanto intorno al 1930 lo sviluppo industriale ha consentito di ottenere fibre tessili lavorabili. Le fibre di vetro sono ottenute da vetri a base di silice, facendo reagire miscele di materiali inorganici a temperature comprese tra i 1300° e 1600° C. A tale scopo vengono utilizzati speciali forni, dai quali il materiale allo stato liquido viene estruso attraverso le filiere, fornetti in platino recanti alla base un numero prestabilito di fori del diametro di alcuni millimetri. Il vetro fuso, colando attraverso i fori, assume la forma di molteplici bacchettine, le quali vengono raccolte e lanciate su un fuso rotante ad altissima velocità in modo da creare un rapido stiramento del vetro fuso. In tal modo si ottiene un filamento del diametro di pochi micron, e dall’insieme dei filamenti si ricava un filo.

Questo filo possiede proprietà fisiche e chimiche quasi identiche a quelle del vetro in massa: peso specifico, resistività elettrica, assoluta infiammabilità, conducibilità termica e inerzia chimica. Le proprietà meccaniche sono invece del tutto differenti, poiché il processo produttivo sopra illustrato consente alle fibre di mantenere anche allo stato “solido” la disposizione molecolare corrispondente a quello liquido, che rimane per così dire “congelata” al momento del brusco raffreddamento del materiale all’uscita della filiera. Inoltre, la resistenza alla trazione delle fibre risulta di molte volte superiore a quella del vetro in massa, giungendo a valori superiori ai 30.000 Kg/cm2 (tre volte quella dell’acciaio).